Atelier Slabbinck, eccellenza delle Fiandre. Da oltre cento anni realizza paramenti sacri con maestria artigianale e fede
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Il cuore delle Fiandre belghe ospita da più di un secolo un luogo molto speciale, dove la stoffa si trasforma in preghiera. In una terra dove il vento porta con sé profumo di lino e la memoria di antichi artigiani ha ancora molto da raccontare, l’atelier Slabbinck da generazioni cuce paramenti sacri con la stessa dedizione con cui si recita una preghiera. Nelle mani di chi lavora qui ago e filo diventano strumenti di liturgia, e l’eleganza non è fine a sé stessa, ma nasce per servire la fede.
Da Bruges alle cattedrali di Roma, dai santuari affollati alle chiese di campagna, i manufatti tessili di Slabbinck hanno accompagnato, per oltre cento anni, le celebrazioni più solenni e quelle più raccolte. Un’arte antica che vive nel presente, dove ogni punto di ago è meditazione, e ogni scelta di colore un atto di liturgia. Ma cosa rende così speciali i paramenti Slabbinck? Come è possibile che tessuti, fili e aghi possano diventare strumenti di evangelizzazione?
I paramenti Slabbinck non sono solo abiti religiosi. Fili e ricami racchiudono un gesto di fede, il mistero che si celebra e si rinnova a ogni liturgia. Soprattutto nel nostro mondo, in cui tutto sembra correre verso la standardizzazione e la produzione di massa, Slabbinck resiste stoicamente, con creatività e amore, cura e arte, e i suoi laboratori sono luoghi sospesi nel tempo. Ogni casula, ogni piviale, ogni stola che esce dal loro atelier è un unicum irripetibile, pensato e realizzato per essere indossato da chi celebra i misteri più sacri della fede cristiana.

Per capire davvero cosa rende unico Slabbinck, bisogna partire dalla sua storia e seguire il filo che la unisce alle creazioni destinate ai Pontefici di oggi. È un percorso fatto di mani esperte, di fede vissuta e di un gusto per il bello che sa trasformare stoffa e filo in segni visibili di preghiera.
Storia dell’atelier Slabbinck
Le Fiandre sono state da sempre terra di arazzi e arte eccelsa. Basti pensare alla luce dipinta sui volti dei santi, da maestri come Van Eyck e Memling. In terreno culturale fertile e legato a una tradizione secolare, nacque all’inizio del Novecento questo laboratorio speciale, dove la sapienza tessile si sposava magistralmente alla vocazione liturgica. Fin dal principio, la filosofia era chiara: non realizzare semplicemente “abiti per il clero”, ma strumenti sacri, custodi di simboli e di gesti che si ripetono da secoli. Già le prime casule Slabbinck avevano linee semplici, pensate per cadere con eleganza, e dettagli curati con attenzione estrema. Ricordiamo che la casula è il paramento che, durante la Messa, avvolge il sacerdote come un segno visibile della celebrazione. Ampia, senza maniche, ricopre completamente l’alba, la lunga veste bianca base dell’abbigliamento liturgico. Sulla casula e l’alba si indossa infine la stola, la lunga striscia di tessuto, spesso ricamata, che il sacerdote porta attorno al collo, simbolo dell’autorità sacerdotale e del servizio. Casula e stola cambiano di colore a seconda del tempo liturgico (bianco, rosso, verde, viola, ecc.).
Era il 1903 quando, nel silenzio di una soffitta a Bruges, Hendrik Slabbinck, appena riconosciuto “Maestro nella Gilda dei Ricamatori d’Oro”, aprì un piccolo laboratorio. Lì, tra telai e fili dorati, nacque non solo un’azienda, ma un’arte destinata a vestire la liturgia per più di un secolo.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, il lavoro di Slabbinck varcò i confini del Belgio e raggiunse Germania, Austria, Italia, Stati Uniti e Canada.
Nel 1923 vide la luce il primo catalogo in bianco e nero e l’anno seguente, il giovane Maurice Slabbinck entrò in laboratorio accanto al padre Hendrik, inaugurando la seconda generazione.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, per tenere lontani i diciotto artigiani dall’industria bellica, l’atelier si dedicò a ricami unici, veri e propri “quadri” realizzati con l’ago, preservando insieme l’arte e il lavoro.
Negli anni Sessanta arrivò la terza generazione: Marc nel 1961, seguito dal fratello Dirk nel 1963.
Pochi anni dopo, nel 1965, Hendrik si spense, lasciando un’eredità intessuta di fili preziosi e devozione. Nel 1973 vide la luce il primo catalogo a colori e l’anno successivo l’atelier si trasferì dalla città vecchia a una nuova sede nella Lieven Bauwensstraat, segno di un’azienda che cresceva, ma restava fedele al cuore artigianale.
Il 1999 portò un nuovo vento: la quarta generazione, composta da Mirabel, Viktor e Mathias Slabbinck, entrò in azienda. Due anni più tardi nacque Slabbinck Home Creations, collezione di biancheria per la casa, un’estensione elegante della maestria tessile già rinomata in ambito liturgico. Nel 2003, per il centenario, Bruges risuonò di musica: un concerto dedicato a clienti e dipendenti celebrava cento anni di servizio alla liturgia.
Nel 2013, con l’uscita di Marc e Dirk, la quarta generazione restò sola al timone. La storia conobbe una prova inattesa nel 2019: la pandemia di Covid-19. In quei mesi sospesi, Slabbinck mise da parte i paramenti per confezionare mascherine, offrendo alla comunità il dono della propria competenza e tagliando tessuti perché i cittadini potessero cucire protezioni nelle proprie case.
Oggi Mirabel e Viktor guidano un’azienda che, pur attraversando epoche, guerre e crisi, continua a servire la liturgia in tutto il mondo. Ogni casula, piviale o stola che lascia l’atelier non è soltanto un manufatto: è una testimonianza silenziosa di come l’arte, quando è mossa dalla fede, possa sopravvivere a tutto e continuare a unire, con un filo d’oro, l’umano e il divino.
Nel tempo Slabbinck è diventato un riferimento inestimabile per vescovi e cardinali da tutta Europa e ha avuto l’onore di creare paramenti per le celebrazioni pontificie. L’ingresso ufficiale nel servizio alla Santa Sede non fu solo un riconoscimento della qualità artigianale, ma anche della capacità di rispettare e reinterpretare le norme liturgiche con sensibilità contemporanea. Tutto questo fa di Slabbinck un sinonimo di eccellenza nel mondo della sartoria liturgica, un baluardo contro l’omologazione, dove ogni opera è ancora realizzata a mano, con la pazienza e la cura di chi sa che il proprio lavoro diventerà parte della preghiera della Chiesa.
Le opere realizzate per Papa Francesco
Con Papa Francesco la liturgia ha assunto un volto più sobrio, senza rinunciare alla sua profondità.
Nel 2017, per il pellegrinaggio a Fatima, Slabbinck realizzò per lui una casula bianca, segno di purezza, con ricami in fili dorati e argentati che richiamavano la luce e la bellezza della Madonna. Uno stile perfetto per Papa Francesco, uomo di luce e grazia, splendente nel suo scegliere la semplicità in ogni gesto, grande nella sua umiltà.

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Oltre alle casule, l’atelier ha realizzato per il Papa una raffinata biancheria d’altare: lino purissimo, ricami a mano, simboli eucaristici discreti, ma eloquenti. Tovaglia, purificatoio e corporale realizzati in un equilibrio perfetto tra dignità liturgica e sobrietà evangelica, fedeli alla missione che Slabbinck si è dato nel tempo: dare forma alla semplicità senza cadere nella povertà estetica, mantenendo la bellezza come veicolo privilegiato di evangelizzazione.
La casula di Papa Benedetto XVI
Se Papa Francesco ha ispirato creazioni improntate alla sobrietà, Papa Benedetto XVI ha offerto a Slabbinck l’opportunità di esprimere l’opulenza teologica e simbolica della liturgia.
Per la visita apostolica in Brasile nel 2007, l’atelier realizzò una casula bianca in tessuto Cantate, con ricami in fili dorati e argentati sul collo, sulle maniche e sulle bande. L’oro, lavorato secondo antiche tecniche bizantine, irradiava una luce che sembrava spirituale più che materiale. Era un abito che non si limitava a vestire il Pontefice: lo inseriva in una cornice di secoli di tradizione, facendo parlare la stoffa come fosse parola proclamata.

Slabbinck oggi: arte, fede e futuro
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla produzione seriale, Slabbinck porta avanti la sua missione con orgoglio e tenacia: fare bene, con lentezza creativa e maestria artigiana. Ogni opera, dalla veste di un parroco di campagna, alla casula che accompagna il Papa in una celebrazione solenne, nasce con la stessa dedizione. In una cattedrale di Roma o in una piccola parrocchia, ogni pezzo Slabbinck porta in sé il medesimo messaggio: la fede merita di essere celebrata con il meglio che le mani e il cuore possano offrire.

















